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24 ottobre 2007

finalmente arte

 
... straordinario!!!




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11 settembre 2007

Era ora!

  Era ora che qualcuno rinchiudesse quel barbaro (nel senso greco del termine)!
Appello a Bruxelles: tenetevelo!!!

http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=68827




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1 agosto 2007

Colombo ci rinuncia!

Colombo ci rinuncia…
E ci rinuncerei anch’io se mi chiedessero di consegnare entro 48 ore gli originali delle firme per la candidatura, dopo che molte di esse sono state consegnate in moduli inviati via fax, fotocopiate dunque, non avendo a disposizione “strutture nazionali o partitiche cui fare riferimento o da cui farmi rappresentare”!
Colombo ha rinunciato alla candidatura.
E Loro ce l’hanno fatta ancora una volta.

 http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=67883




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24 luglio 2007

Noi siamo i giovani!

"I giovani cercano l'impossibile e, generazione dopo generazione, lo conseguono"
 
Perciò mi sembra giusto sostenere, per quanto possibile, la candidatura di un giovanissimo (26 anni), uno di quelli che cercano di reagire al “Sistema”, di cui ho parlato nel precedente post…

www.partitodemocratico.tk/




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22 luglio 2007

Leader Pd: è Furio Colombo il meno peggio?

 Sono state presentate le 10 regole per partecipare alle primarie del 14 ottobre… ennesimo tentativo di vietare ad un libero cittadino, che non abbia un sostanzioso conto in banca ed un branco di portaborse alle spalle, di avere la possibilità di fare Politica di tipo nazionale e di amministrare la res publica. E’ una vergogna, una porcheria. Il leader di un partito che ci tiene a sottolineare di essere “democratico” (requisito che dovrebbe essere basilare, per non dire banale…), dovrebbe essere scelto liberamente, e non all’interno di una rosa di nomi, che sono gli stessi da anni.
Non dovremmo essere costretti a scegliere il meno peggio.
  Ma se persino un uomo già “introdotto” come Furio Colombo, si trova in difficoltà, (vedi “Lettera aperta al Pd”, su l’Unità di ieri) davanti a questo Sistema, che si è creato, che speranza può avere un normale cittadino senza troppi soldi e con ottime intenzioni, un laureato, o comunque colto, esperto in questo campo, magari anche al di sotto dei 40 anni, con ha la fedina penale pulita, che non è iscritto né all’Opus Dei né a Forza Italia né ai Ds???
Mi chiedo cosa diamine si possa fare per cambiare le cose…
In ogni caso, Furio Colombo al momento è sicuramente il meno peggio…Veltroni e Bindi, per non parlare di Letta e Pannella, li butterei nell’immondizia…e sarebbe già una grazia…
Voi che ne pensate, normali cittadini senza troppi soldi, che non siete iscritti né all’Opus Dei né a Forza Italia né ai Ds? Che ne pensate di Furio Colombo al segretariato del Pd?




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20 luglio 2007

Censurato anche Piero Ricca!

 incollo da http://www.quimilanolibera.net

autore: Piero Ricca

Milano, 10 Luglio 2007 - Emilio Fede mi ha querelato e la finanza ha cambiato le chiavi di accesso al mio blog, impedendomi di pubblicare nuovi articoli. Mi sento afono e non è piacevole per uno come me.
Il blog mi è stato chiuso su richiesta del pubblico ministero di Roma Giuseppe Saieva, con atto del gip Cecilia Demma. Il “sequestro preventivo” - così si chiama - mi è stato notificato alle 14,00 del 10 luglio da due agenti del “nucleo speciale contro le frodi telematiche” della guardia di finanza, venuti appositamente dalla capitale. Il sequestro proviene da una querela per diffamazione presentata da Emilio Fede nei miei confronti per la contestazione che gli rivolsi al circolo della stampa di Milano il 16 aprile 2007.
In esecuzione del medesimo provvedimento è stato cancellato dal blog un mio articolo relativo alla vicenda Fede e i commenti a margine dei lettori. Articolo e commenti peraltro rimasti nella memoria della rete.
Per motivi tecnici non è stato possibile, come pure era stato richiesto dall’autorità giudiziaria, togliere il video da youtube. Non si è arrivati all’oscuramento totale del blog, che pure era stato prospettato nel decreto di sequestro preventivo, solo perché gli agenti della finanza hanno adottato la soluzione di modificare la mia password di amministratore di www.pieroricca.org, previa missione mattutina a Sarzana (La Spezia), sede legale della società di gestione del blog.
Naturalmente farò immediata richiesta di dissequestro.
E mi riservo di querelare a mia volta il signor Fede. Ricordo infatti che la contestazione ebbe come antefatto una mia domanda (sul caso Europa 7 e le frequenze abusivamente occupate da Rete 4), alla quale il direttore del tg4 rispose dandomi dell’ “imbecille”. Per non parlare dello sputo che mi indirizzò nell’androne del circolo della stampa, come testimonia il video reperibile all’indirizzo
http://www.youtube.com/watch?v=5KbGNQwO7es

Qualche giorno dopo il buon Fede definì “mascalzoni” me e gli amici che insieme a me lo criticarono al circolo della stampa. Che dite, chiediamo il sequestro preventivo del tg4?
Con il querelante ci confronteremo in tribunale, magari davanti a qualcuno dei magistrati diffamati e spiati negli anni del governo su misura.
Sarò lieto di farmi processare un’altra volta per aver espresso opinioni condivise dalle persone che stimo. Com’è mia abitudine rispetterò le procedure e mi assumerò le mie responsabilità, difendendomi nel processo e non dal processo.
Nel frattempo non smetterò di interpellare e criticare i personaggi pubblici che non stimo, esercitando il mio diritto-dovere di dissenso.
Nessuno riuscirà a sequestrare la libertà di espressione, mia e degli amici del gruppo Qui Milano Libera e del blog: questo è certo.
Ma quanto accaduto non è un problema solo mio: è un atto ingiusto che minaccia la libertà di espressione su internet di ciascuno di noi.
Per questo mi appello ai blogger e al popolo della rete: fate circolare questa notizia, rendete pubblico il vostro dissenso! Difendiamo insieme la nostra libertà di parola. Grazie fin d’ora!

Piero




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9 giugno 2007

Welcome Mr. Bush!

 


Devo dire che Bush si sarà proprio sentito a proprio agio oggi a Roma. Protetto come nessuno.
Accolto a braccia aperte, da governo, maggioranza e opposizione.
Possiamo dire ormai che è italiano d’adozione.
Bush e consorte sono arrivati al Quirinale intorno alle 9.30, dove, nel cortile principale, hanno ricevuto gli onori militari di un reggimento
di 30 uomini dei Lancieri di Montebello in divisa storica con tromba e stendardo; in seguito sono stati accolti da Napolitano, che per l’occasione parlava un inglese invidiato anche dalla regina d’Inghilterra, a quanto pare, e dal caro amico D’Alema (di Bush, si intende).
Bush lascia il Quirinale, per andare in Vaticano, dove il nostro Papa Benedetto XVI , quello dalla scomunica facile, lo accoglieva a braccia aperte. Un gesto molto coerente, eh si.
Perché quando si vuole rovesciare lo Stato Clericale Italiano, fondato sulla Gerarchia Ecclesiastica, con un disegno di legge comunista, traviato e nemico della nostra famosa città civile, come quello sui DiCo, allora scatta la minaccia di scomunica.
Ma uno come Bush, come si fa a non accoglierlo a braccia aperte? Uno che ama così tanto la democrazia, che la vorrebbe in tutto il mondo, e che per fare ciò, addirittura la esporta per mestiere, e ancora molto democraticamente, la impone, con ogni mezzo. E no, non si può mica scomunicare un tipo del genere! Ho solo la curiosità di sapere cosa si saranno detti in quella mezz’ora di colloquio privato…
Anche da Berlusconi è stato accolto a braccia aperte, e con il caratteristico sorriso a 64 denti. Ma si sa che ormai sono amici intimi, forse sono un Pacs, visto che per Berlusconi “è stato un colloquio affettuoso”… ma devo dire che Prodi, anche senza i 64 denti, non è stato da meno!
Aveva dichiarato alla vigilia del G8 in Germania e della visita di Bush, alla radio francese Europe 1:
“Con il presidente Bush ho dei rapporti molto buoni, se si è in buone relazioni non è vietato avere interpretazioni o idee diverse”.
Allora, è ovvio che in quanto Presidente del Consiglio bisogna mantenere un certo contegno, e un certo spirito diplomatico, ma mi sarei aspettata almeno qualche polemica, anche piccola, almeno in base al contrasto che c’è tra il programma politico di 271 pagine che ci hanno sbattuto in faccia nel corso della campagna elettorale, e i programmi politici americani.
Invece nulla di fatto. Un colloquio “cordiale e a tratti scherzoso” recitano contenti i telegiornali.
E chi se ne frega dei
manifestanti del Veneto che hanno bloccato le stazioni di Venezia Santa Lucia e Padova. E chi se ne frega dei 200 manifestanti decisi ad andare a Roma che hanno occupato un treno diretto a Firenze. E chi se ne frega dei 250 manifestanti che ad Ancona hanno protestato davanti alla stazione ferroviaria perché veniva di fatto impedito loro l'accesso ai binari dalle forze di polizia.
E chi se ne frega dei 100mila i partecipanti al corteo che da piazza Esedra ha sfilato fino a piazza del Popolo
al grido di “no Bush, no war”.
Ovviamente gli unici leader a partecipare alle manifestazioni sono stati Giordano e Diliberto, e il ministro Ferrero per la Solidarietà Sociale, a cui sono state chieste addirittura le dimissioni.
Gli altri, molto cortesemente, non hanno voluto dare disturbo al Premier.
Marco Ferrando, del movimento per il partito Comunista dei Lavoratori ha dichiarato:
“La manifestazione antiBush del 9 Giugno chiede il ritiro immediato e incondizionato delle truppe dall'Afghanistan e da tutti i teatri di guerra, e denuncia l'alleanza tra Bush e Prodi. Su questi contenuti lavoriamo alla più ampia unità di tutte le forze disponibili per una manifestazione pacifica, popolare e di massa. Fuori da questi contenuti c'è solo doppiezza e trasformismo”.
E allora, signor Prodi, come si fa ad ignorare ancora lo scontento generale, soprattutto di chi l’ha mandata al Governo?




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3 giugno 2007

Se voleva confortarci...

 
Bush:
"Prodi sta facendo delle scelte difficili sull'Afghanistan e spero che la mia visita le rafforzerà. Il compito dell'America è promuovere la democrazia nel mondo, anche in luoghi che non sembrano troppo ospitali. Voglio sedermi con Prodi e parlare con lui di quanto e importante l'impegno italiano in Afghanistan, ora e in futuro. Il ruolo italiano è importante, far sapere agli afgani che esiste la volontà di aiutarli a consolidare la loro giovane democrazia. L'Italia dà importanti contributi nell'addestramento della polizia e dell'apparato giudiziario. Sono di valore.

Significa che l’Italia è una forte democrazia.

La cooperazione di intelligence fra noi e l'Italia è solida. Ci parliamo in maniera tale da proteggerci a vicenda perché i nemici vogliono ancora colpirci.
Con il Papa condivido il pieno rispetto per vita e dignità dell'uomo. Credo che il Santo Padre è lieto del fatto che gran parte della nostra politica estera è basata sul principio secondo cui a chi molto è dato, molto è richiesto. Se il Papa vorrà, mi farà piacere parlare di Cuba e del suo desiderio di essere libera. Nel momento in cui c'è una transizione verso una nuova leadership il mondo deve lavorare per la libertà non per la stabilità”.

Non so voi…ma io ho paura…




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1 giugno 2007

Per i tuoi larghi occhi

                                                 


Per i tuoi larghi occhi,
per i tuoi larghi occhi chiari
che non piangono mai,
che non piangono mai.

E perché non mi hai dato
che un addio tanto breve,
perché dietro a quegli occhi
batte un cuore di neve.

Io ti dico che mai
il ricordo che in me lascerai
sarà stretto al mio cuore
da un motivo d'amore.

Non pensarlo perché
tutto quel che ricordo di te,
di quegli attimi amari,
sono i tuoi occhi chiari.

I tuoi larghi occhi
che restavan lontani
anche quando io sognavo,
anche mentre ti amavo.

E se tu tornerai
t'amero come sempre ti amai,
come un bel sogno inutile
che si scorda al mattino.

Ma i tuoi larghi occhi,
i tuoi larghi occhi chiari
anche se non verrai
non li scorderò mai.

     Fabrizio De Andrè




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1 giugno 2007

Smisurata Preghiera



                                                        

Alta sui naufragi
dai belvedere delle torri
china e distante sugli elementi del disastro
dalle cose che accadono al disopra delle parole
celebrative del nulla
lungo un facile vento
di sazietà, d'impunità                      

Sullo scandalo metallico                 
di armi in uso e in disuso
a guidare la colonna
di dolore e di fumo
che lascia le infinite battaglie al calar della sera
la maggioranza

Recitando un rosario
di ambizioni meschine
di millenarie paure
d'inesauribili astuzie
coltivando tranquilla
l'orribile varietà
delle proprie superbie
la maggioranza sta

Come una malattia
come una sfortuna
come un'anestesia
come un'abitudine

Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
di umanità di verità

Per chi ad Aqaba curò la lebbra con uno scettro posticcio
e seminò il suo passaggio di gelosie devastatrici e di figli
con improbabili nomi di cantanti di tango
in un vasto programma di eternità

Ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti

come una svista
come un'anomalia
come una distrazione
come un dovere.

     Fabrizio De Andrè

 




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1 giugno 2007

"Il Grande Donatore show"

Dicono che sia l’ultima frontiera del reality, e invece è l’ultima scemenza che sono riusciti ad inventare. In Olanda la BNN lancerà oggi, venerdì 1 giugno, “De Grote Donor show”, “Il grande donatore show”, un nuovo programma televisivo, in cui un malato terminale , Lisa, 37 anni, dovrà decidere a chi donare il proprio rene, fra tre candidati in lista d’attesa.

Anzi, sarà il voto del pubblico ad indicarle quale dei tre candidati potrà ottenere il trapianto.

Prodotto da Endemol, naturalmente, la società olandese neo berlusconiana produttrice di numerosi “horror show” tra cui ricordiamo, per ovvie ragioni, soprattutto “Grande Fratello”.

Come era prevedibile, il caso ha suscitato grande clamore, tante polemiche, e addirittura il dibattito si è spostato nel Parlamento olandese, dove tra una settimana si discuterà dello “scandaloso” show.

La responsabile per i media cristiano-democratica Joop Atsma, ha ovviamente dichiarato il programma “moralmente sbagliato e da condannare”; alle numerose polemiche il proprietario della rete Laurence Drillich, risponde così: «I candidati hanno il 33 per cento di probabilità di ricevere un rene. È sicuramente meglio che essere una delle tantissime persone in lista d'attesa».

Ora, in condizioni “normali”, anche io condannerei fermamente la spettacolarizzazione di una situazione così delicata, come può essere quella di un malato terminale e di uno in lista d’attesa.

Ma sarebbe ipocrita ed egoista farlo, dopo aver visionato alcuni dati, riguardanti la sanità italiana.

Le liste d'attesa sono infatti la “nota dolente” della sanità italiana sotto tutti i punti di vista. Oltre ai disagi che creano nei cittadini, l'argomento viene troppo spesso ignorato. E' il caso dei siti web di Asl, ospedali, policlinici, Irccs , Regioni italiane: solo il 23% di essi fornisce infatti dati su tempi e liste di attesa. E' quanto emerge da una indagine condotta dalla Direzione generale della programmazione sanitaria del ministero della Salute, che a settembre 2005 (ultimo dato pervenuto) ha passato in rassegna i 334 siti internet delle strutture sanitarie italiane e i 21 delle Regioni.

Sui 355 siti esplorati delle strutture sanitarie, 21 (pari al 6% del totale) non risultavano accessibili, perchè assente o in allestimento. In particolare, per quanto riguarda le Regioni, solo il 19% (4 su 21) riporta i dati sul proprio sito Web: Lombardia, Liguria, Piemonte e Friuli Venezia Giulia, quelle “virtuose”.
I dati per area geografica dei siti web delle Asl e degli ospedali, vedono al primo posto le regioni del Nord Ovest con il 52%, seguiti da Nord Est e Sud con uno scarso 18%. Fanalino di coda il Centro con il 12%. Analizzando poi l'indagine più nel dettaglio, emerge che, fra le Asl, il 27% (48 su 179 siti esplorati) pubblica i dati online. Ai primi posti le aziende sanitarie della provincia autonoma di Trento (100%), del Friuli Venezia Giulia (83%) del Piemonte (74%) e della Lombardia (67%). “Maglia nera”, invece, per Valle D'Aosta, Provincia autonoma di Bolzano, Abruzzo, Molise, Basilicata, Calabria, Sicilia, che hanno totalizzato addirittura uno 0%, in quanto nessuno dei siti monitorati fornisce dati in materia.

Anche fra le aziende ospedaliere, la percentuale generale e' del 19% (18 siti con dati online su 93 esaminati).
Spicca un 67% registrato sui siti degli ospedali calabresi, al primo posto, seguiti da quelli di Piemonte, Umbria e Basilicata, con il 50%, e dalla Campania con 38%. In ben 8 regioni nessun sito pubblica i dati. E ancora: dati sui tempi e le liste di attesa sono reperibili nel 16% dei siti degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (8 su 51) e nel 36% di quelli dei policlinici universitari (4 su 11 monitorati). "L'informazione e' risultata carente su tutto il territorio nazionale indipendentemente dal tipo di struttura considerata - commentato gli autori dell'indagine - e in molti casi le informazioni su tempi e liste d'attesa risultato addirittura 'mimetizzate' all'interno del sito".
Per questo il ministero della Salute ritiene "opportuno attivare un sistema di monitoraggio nazionale, così come effettuato in altri paesi". (Fonte: Ministero della Salute).

E’ ovvio, a questo punto, che i dati non vengono pubblicati, perché assolutamente scandalosi. Proviamo allora a calarci nei panni di una persona che necessita di un trapianto di rene.

E non sarà più tanto facile condannare un reality che, (lo dico con tanta tristezza), potrebbe risolvere i problemi di almeno una piccola parte di tutti coloro che aspettano il trapianto, e, in proporzione, funzionare più dell’attuale sistema sanitario.




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28 maggio 2007

Sex crimes and Vatican...

Ho appena finito di guardare il reportage della BBC "Sex crimes and Vatican", e sono rimasta scioccata, anche se in fondo ha soltanto confermato quello che già si sapeva da tempo...
E' stato comprato da Anno Zero, e dovrebbe essere trasmesso in una delle prossime puntate,
ma siccome qui in Italia, non si sa mai...
http://video.google.it/videoplay?docid=-195322232469003782&q=sex+crimes+vatican




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21 maggio 2007

Bevi responsabilmente...

"Mamma, sono uscita con amici. Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici. Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, cosi ho bevuto una Sprite. Mi son sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici. Ho fatto una scelta sana ed il tuo consiglio è stato giusto. Quando la festa è finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria. Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava... Qualcosa di inaspettato! Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e sento un poliziotto che dice: "Il ragazzo che ha provocato l'incidente era ubriaco". Mamma, la sua voce sembra così lontana... Il mio sangue è sparso dappertutto e sto cercando, con tutte le mie forze, di non piangere. Posso sentire i medici che dicono: "Questa ragazza non ce la farà". Sono certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocità. Alla fine lui ha deciso di bere ed io adesso devo morire... Perchè le persone fanno tutto questo, mamma? Sapendo che distruggeranno delle vite? Il dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente. Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, dì a papà di essere forte. Qualcuno doveva dire a quel
ragazzo che non si deve bere e guidare... Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva... La mia respirazione si fa sempre più debole e incomincio ad avere veramente paura... Questi sono i miei ultimi momenti, e mi sento così disperata... Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata, qui, morente. Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene per questo... Ti voglio bene e.... addio.
Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all'incidente. La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole ed il giornalista scriveva... scioccato. Questo giornalista ha iniziato una campagna contro la guida in stato di ebbrezza. Se questo messaggio è arrivato fino a te e lo cancelli... Potresti perdere l'opportunita, anche se non bevi, di far capire a molte persone che la tua stessa vita è in pericolo. Questo piccolo gesto può fare la differenza. Non ti costa nulla: fai copia incolla nel tuo blog!!!!!!!!!!!!




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14 maggio 2007

Family Day

Sulla questione Dico, mi sono già espressa abbastanza, mi manca il fiato, per quante discussioni ho fatto a riguardo, e sinceramente sono anche un po' demotivata, a causa delle risposte che ho ricevuto, dell'ignoranza di alcuni, e dell'abuso di altri.
Perciò, ora la butto sullo scherzo, e mi limito a citare l'affermazione di una signora intervistata in occasione del Family day da un inviato di Anno Zero.
Alla domanda:
"Per quale motivo lei è qui a manifastare per la famiglia, oggi?"
 l'agguerrita signora risponde decisa:
"No, io non sono d'accordo su questo fatto dei DICO, no.
Io sono per la famiglia vera, perchè Gesù ha detto che quella è la Santissima Trinità:
Maria, Giuseppe e il Bambinello!"
"Family day": Poche idee, ma confuse!




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14 maggio 2007

Anche tu?

Il conflitto d'interessi è uno delle maggiori piaghe d'Italia.
Il problema è venuto alla ribalta a causa del caro Berlusconi (quante cose gli dobbiamo!).
E' mai possibile che in una democrazia, il Presidente del Consiglio detenga il potere su tutto e su tutti? ma questa è un'altra storia.
Purtroppo di questa anomalia, che è ormai la normalità (qualcosa di onesto sarebbe un'anomalia), abbiamo sempre più numerosi esempi.
L'ultimo caso, l'ho appreso da L'Espresso, e mi ha colpito molto, poichè il suo protagonista è proprio uno di quei pochi personaggi della politica italiana che ritenevo rispettabili.
Giovanni Sabatini, é stato nominato dal ministro dell'economia Padoa-Schioppa (l'ex rispettabile) membro del cda Alitallia.
Non ci sarebbero stati problemi, se Sabatini non fosse al contempo un dipendente Consob (la società che controlla, o almeno dovrebbe, le aziende quotate in borsa).
E la cosa più eclatante, è che per fare ciò, Padoa-Schioppa, lo ha addirittura ingaggiato al ministero dell'economia ad occupare la poltrona della Direzione IV del Dipartimento del Tesoro.
E ovviamente è poi diventato rappresentante del Tesoro nel cda Alitalia... Complimenti vivissimi, ministro!




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27 aprile 2007

ancora DICO: le perle di saggezza di Andreotti

La visione del Senatore Andreotti è forse la più diffusa in Italia.
"Il fatto è che io sono uno all'antica. Le unioni le vedo solo tra uomo e donna. Invece qui vanno di moda altre cose. Il mondo è pieno di omosessuali, ma io preferisco la tradizione, un uomo e una donna".
Da questa dichiarazione si denotano alcune delle tematiche sintetizzate in alcune parole chiave: quel "vedo" nel senso di "voglio vedere" (quella visione superficiale secondo la quale ciò che non si vede non esiste). I DICO imporrebbero la vista di una realtà verso cui fino ad oggi hanno negato lo sguardo.
Estendere poi le proprie preferenze a tutta la popolazione e vincolarla a ciò, è proprio del despota più assoluto.
Insomma, si parla ormai apertamente di discriminazioni legate ad una condizione personale com'è l'orientamento sessuale, nonostante l'articolo 3 della Costituzione Italiana dica espressamente che "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso,di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".
Ma sappiamo che Andreotti e la Costituzione non sono mai andati troppo d'accordo.
Si perchè, anche se non si è capito molto dai telegiornali, Andreotti, riguardo al suo processo per "concorso esterno in associazione mafiosa", non è stato assolto, ma condannato e prescritto per un reato accertato e commesso fino agli anni '80.
E non so voi, ma io non accetto lezioni di "moralità" da un mafioso.
E come dimenticare la dichiarazione fatta su "Il Messaggero", su quel cinemetto in via dei Prefetti dove davano anche la merenda, in cui si permette di paragonare gli omosessuali ai pedofili.
Per non parlare di quella battutaccia degna del miglior Berlusconi: "Abbiamo combattuto lacrime e sangue per dare la terra al contadino. Adesso vogliono dare il contadino al contadino". Penso che queste dichiarazioni parlino da se.
Personalmente credo sia incredibile che le dichiarazioni di uno come Andreotti vengano ancora tenute in considerazione.




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27 aprile 2007

DICO: l'ingerenza politica del Vaticano

Dicono che la posizione della Chiesa nei confronti del disegno di legge che prevede l'istituzione dei DICO non sia un ingerenza politica.
Ma per comprendere meglio, basta analizzare le sue azioni e dichiarazioni.
La Chiesa ha espresso il suo dissenso nei confronti delle istituzioni delle coppie di fatto. Fin qui, tutto ok; la posizione del Vaticano riguardo questi temi è pienamente leggittima.
Poi hanno condannato fermamente e di fatto (Ruini ha parlato di misure drastiche, una vera e proprio scomunica, che potrebbe prendere risvolti gravissimi).
Una linea un po' dura e incoerente, visto che il Vangelo predicato dalla Chiesa afferma che qualunque essere umano è chiamato a realizzarsi pienamente come persona.
Ma siamo ancora nel campo del leggittimo.
Quello che è intollerabile è che Ruini e (in modo minore) Ratzinger, abbiano espresso le stesse parole di minaccia nei confronti di chi quella legga dovrà votarla in Parlamento.
Ditemi se non è fare politica questo; influenzare l'azione dei rappresentanti politici eletti democraticamente dagli italiani -che prima di essere cattolici, sono rappresentanti del popolo, è bene ricordarlo- usando parole di minaccia che potrebbero venire a configurarsi come una imposizione, per non dire come un vero e proprio ricatto.
Un conto è dire ai fedeli cosa dovrebbero fare in osservanza dei principi di Dio, e un conto è minacciare i politici nel caso in cui non votino leggi che la Chiesa vorrebbe fossero votate.
Questa è politica a tutti gli effetti, quella da cui il cardinal Ruini dovrebbe imparare ad astenersi... o a cui altrimenti le nostre personalità politiche non dovrebbero dare peso.
Anche perchè il fatto che, (e qui mi rivolgo a tutti i cattolici) la Chiesa, anzicchè fondarsi sulla semplice parola di Cristo, di amore e uguaglianza, sbatte le porte in faccia ad altre persone che giustamente reclamano i propri diritti,
il fatto che, la Chiesa, ponga in secondo piano, i diritti della persona, dovrebbe essere una ragione sufficiente per tenere in scarsa considerazione le sue posizioni su questi temi.Dicono che la posizione della Chiesa nei confronti del disegno di legge che prevede l'istituzione dei DICO non sia un ingerenza politica.
Ma per comprendere meglio, basta analizzare le sue azioni e dichiarazioni.
La Chiesa ha espresso il suo dissenso nei confronti delle istituzioni delle coppie di fatto. Fin qui, tutto ok; la posizione del Vaticano riguardo questi temi è pienamente leggittima.
Poi hanno condannato fermamente e di fatto (Ruini ha parlato di misure drastiche, una vera e proprio scomunica, che potrebbe prendere risvolti gravissimi).
Una linea un po' dura e incoerente, visto che il Vangelo predicato dalla Chiesa afferma che qualunque essere umano è chiamato a realizzarsi pienamente come persona.
Ma siamo ancora nel campo del leggittimo.
Quello che è intollerabile è che Ruini e (in modo minore) Ratzinger, abbiano espresso le stesse parole di minaccia nei confronti di chi quella legga dovrà votarla in Parlamento.
Ditemi se non è fare politica questo; influenzare l'azione dei rappresentanti politici eletti democraticamente dagli italiani -che prima di essere cattolici, sono rappresentanti del popolo, è bene ricordarlo- usando parole di minaccia che potrebbero venire a configurarsi come una imposizione, per non dire come un vero e proprio ricatto.
Un conto è dire ai fedeli cosa dovrebbero fare in osservanza dei principi di Dio, e un conto è minacciare i politici nel caso in cui non votino leggi che la Chiesa vorrebbe fossero votate.
Questa è politica a tutti gli effetti, quella da cui il cardinal Ruini dovrebbe imparare ad astenersi... o a cui altrimenti le nostre personalità politiche non dovrebbero dare peso.
Anche perchè il fatto che, (e qui mi rivolgo a tutti i cattolici) la Chiesa, anzicchè fondarsi sulla semplice parola di Cristo, di amore e uguaglianza, sbatte le porte in faccia ad altre persone che giustamente reclamano i propri diritti,
il fatto che, la Chiesa, ponga in secondo piano, i diritti della persona, dovrebbe essere una ragione sufficiente per tenere in scarsa considerazione le sue posizioni su questi temi.




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27 aprile 2007

I DICO tra ipocrisia e clericalismo

E’ una legge molto “italiota” come direbbe Dario Fo.

E il ministro Amato sfida chiunque a dimostrargli che il disegno di legge appena approvato è peggiore della legge francese sui Pacs.

Prego, ministro, si accomodi. Per cominciare all’interno del disegno di legge esistono delle ambiguità paradossali. Forse per non dare disturbo all’episcopato italiano si è evitato di ricorrere a qualsiasi meccanismo di riconoscimento pubblico, e per evitare che la dichiarazione congiunta all’anagrafe avesse la parvenza di una “celebrazione”, si è preferito consentire una dichiarazione unilaterale, comunicata tramite lettera raccomandata.

Ci sono ancora dei dubbi che questo ddl sia peggiore della legge francese sui Pacs? Per chiarirsi le idee, basta leggere l’articolo 4 del ddl, il “diritto di visita al convivente malato”. E’ incredibile apprendere fino a che punto si spinge l’ipocrisia del legislatore: l’articolo, infatti, non riconosce espressamente tale diritto, ma lo delega alle strutture ospedaliere e di assistenza, pubbliche e private “ la disciplina di accesso del convivente per fini di visita e di assistenza”.
Forse per timore di recare pubblico scandalo nelle strutture ospedaliere gestite da religiosi? Certo, un altro fioretto al cardinal Ruini.

In materia di diritti di successione si prevede un termine di durata di ben nove anni, abbastanza ironico ed anacronistico se si considerano le statistiche sulle separazioni e i divorzi. Ma forse il legislatore pone particolare fiducia nelle convivenze. Ci spieghino dunque i signori della sinistra italiana come definire questo ddl se non ambiguo, ipocrita, insensibile, incoerente, inutile e tecnicamente mal fatto. Se c'erano dubbi sulle pressioni del Vaticano, questo ddl offre una certezza: questa è la seconda porcheria di legge clericale ed ideologica dello Stato Italiano, dopo la legge 40 sulla fecondazione medicalmente assistita. Una legge tanto manipolata da Vescovi, Cardinali e sudditi del Vaticano da essere offensiva ed umiliante per le coppie conviventi.

A chi ha cominciato a vedere il bicchiere mezzo pieno credendo sia un punto di partenza questo, chiediamo di pensare che la legge dovrà ancora affrontare l'iter parlamentare, con un centro-destra che su questi temi purtoppo, mostra una coerenza ed una compatezza molto più forte. Beh, che dire? Se questo è l'inizio,ci pare l'inizio della fine.
Credere ancora nelle prospettive di futuri avanzamenti, scusateci, ma...non possumus.




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